Fin dall’infanzia impariamo come funziona l’amore osservando e vivendo le prime relazioni significative. Non si tratta solo di ciò che abbiamo ricevuto, ma anche di ciò che abbiamo dovuto fare per sentirci visti, ascoltati o accettati. Questi modelli diventano una sorta di bussola interna: ci orientano, ci rassicurano, ci fanno sentire “a casa”, anche quando non sono davvero sani.
Per questo, a volte, scegliamo partner che rispecchiano dinamiche familiari note. Non perché siano le migliori, ma perché sono familiari. La mente preferisce ciò che conosce, anche quando non ci fa stare bene.
La forza delle abitudini emotive
Ogni relazione attiva emozioni, ruoli e aspettative. Se siamo abituati a prenderci cura degli altri, tenderemo a scegliere partner che hanno bisogno di essere salvati. Se abbiamo imparato a rincorrere l’affetto, potremmo essere attratti da persone sfuggenti. Non è una scelta consapevole: è un automatismo.
Questi schemi si ripetono finché non diventano evidenti. E spesso diventano evidenti solo quando iniziano a farci soffrire.
L’illusione del “cambierà”
Un altro motivo per cui scegliamo sempre lo stesso tipo di partner è la speranza di riscrivere la storia. È come se, inconsciamente, cercassimo di riparare ferite antiche attraverso una nuova relazione. Ma questo tentativo, pur comprensibile, ci porta spesso a rivivere gli stessi nodi invece di scioglierli.
Come interrompere il ciclo
Il primo passo è la consapevolezza. Riconoscere i propri schemi non significa colpevolizzarsi, ma comprendere da dove arrivano. Da lì, si può iniziare a fare scelte diverse, più allineate ai propri bisogni attuali e non alle vecchie abitudini emotive.
A volte è utile chiedersi:
- Quali caratteristiche ricorrono nei miei partner?
- Che ruolo tendo ad assumere nelle relazioni?
- Cosa mi attira subito in una persona e perché?
Rispondere con sincerità apre uno spazio nuovo, in cui è possibile costruire relazioni più sane e meno guidate dal passato.
Scegliere con maggiore libertà
Smettere di ripetere gli stessi schemi non significa cambiare completamente gusti o personalità, ma imparare a riconoscere ciò che ci fa bene e ciò che ci intrappola. È un processo graduale, fatto di piccoli passi e nuove consapevolezze.
Quando iniziamo a scegliere non per abitudine, ma per autenticità, le relazioni diventano meno prevedibili e molto più nutrienti. E soprattutto, diventano nostre, davvero.






