lunedì 2 febbraio 2026

Smettila di giudicarti per quello che mangi!

Per molte persone, ogni pasto è accompagnato da un commentatore severo e instancabile: la critica interna. Questa voce giudica ogni boccone, divide le scelte alimentari in “giuste” o “sbagliate” e mette in discussione il tuo valore personale al minimo “sgarro”.

Questo poliziotto alimentare nasce da anni di messaggi culturali, diete restrittive e condizionamenti che associano il cibo alla moralità. Per ritrovare la pace alimentare, non basta cambiare ciò che mangiamo: è fondamentale trasformare il modo in cui parliamo a noi stessi riguardo al cibo.

1. Riconoscere il poliziotto alimentare

Il primo passo per ridurre il potere della critica interna è imparare a identificarla. Questa voce si manifesta con frasi dure e giudicanti, come:

  • non dovresti mangiare questo, non hai forza di volontà
  • hai rovinato tutto, ormai finisci pure il pacchetto
  • sei pigra/o. le persone disciplinate non mangiano queste cose
  • se non perdi peso, non sarai mai degna/o di...

Il risultato è un ciclo emotivo doloroso: ansia prima di mangiare, senso di colpa durante, vergogna dopo.

2. Come la critica interna sabota i tuoi progressi

La critica interna si presenta come un meccanismo di controllo, convinta che la durezza ti aiuterà a fare meglio. In realtà accade l’opposto:

  • aumento dello stress: l’autocritica attiva il cortisolo, l’ormone dello stress, che può spingerti verso il cibo comfort per alleviare il disagio emotivo
  • ciclo colpa–vergogna–abbuffata: il giudizio genera colpa, la colpa genera vergogna, e la vergogna spesso porta a usare il cibo per trovare sollievo

Per interrompere questo schema, è necessario sostituire la motivazione basata sulla paura con una motivazione basata sulla cura: l’autocompassione.

3. coltivare l’autocompassione

L’autocompassione significa trattarsi con la stessa gentilezza che riserveresti a una persona cara in difficoltà. Non è indulgenza, ma una forma di forza emotiva.

Strategia 1: decostruzione cognitiva

Quando il critico interno si attiva, prova questi tre passaggi:

  1. nota e nomina: riconosci la voce “ecco il mio poliziotto alimentare. ti vedo.”
  2. riconosci l’umanità condivisa “gestire il cibo in questa cultura è difficile. molte persone faticano come me.”
  3. riformula con gentilezza da: “hai mangiato troppo, ora devi punirti” a: “sto affrontando dello stress e ho usato il cibo per gestirlo. va bene così. cosa posso fare ora per prendermi cura di me in modo più efficace”

Strategia 2: attivare la voce del nutritore

Sostituisci il critico con una voce interna più saggia e compassionevole.

  • il critico dice: sei un disastro, non ce la farai mai il nutritore risponde: sono qui per me stesso/a. un pasto non definisce il mio valore
  • il critico dice: hai rovinato la giornata il nutritore risponde: tutti facciamo scelte migliorabili. torno alla mia routine al prossimo pasto
  • il critico dice: devi punirti il nutritore risponde: ho bisogno di cura, non di restrizione. il mio corpo merita gentilezza

4. Coltivare la gratitudine verso il corpo

La critica interna prospera quando siamo disconnessi dal nostro corpo o lo viviamo come un nemico. La gratitudine, invece, crea un terreno fertile per la gentilezza.

Prova a ringraziare il tuo corpo per ciò che fa, non per come appare:

  • per la digestione, qualunque cosa tu abbia mangiato
  • per le gambe che ti portano dove devi andare
  • per lo stomaco che ti segnala fame e sazietà, anche quando i segnali non sono perfetti

Quando inizi a vedere il corpo come un alleato, il bisogno di punirlo si indebolisce.

 

Zittire la critica interna è un passo essenziale per guarire il rapporto con il cibo. Richiede consapevolezza, pratica e la scelta deliberata della gentilezza. La forza non sta nella perfezione, ma nella capacità di rialzarsi con compassione dopo ogni difficoltà.

Per sostenerti nel percorso, crea un tuo mantra anti-critico: una frase breve, gentile e potente. Scrivila e mettila sul frigorifero o sulla dispensa. Leggila ogni volta che senti il critico interno farsi avanti.

 


Smettila di giudicarti per quello che mangi!

Per molte persone, ogni pasto è accompagnato da un commentatore severo e instancabile: la critica interna. Questa voce giudica ogni boccone,...