Comprendere la psicologia e i meccanismi biologici che alimentano
questo ciclo è il primo passo per spezzarlo.
Le quattro fasi del circolo vizioso
Il ciclo è un meccanismo psicologico e fisiologico auto-alimentante,
caratterizzato da quattro fasi principali che si susseguono in modo
distruttivo.
Fase 1: La restrizione e l'eccesso di controllo
Tutto inizia con la dieta rigida. L'individuo stabilisce
regole alimentari ferree (ad esempio, eliminare intere categorie di alimenti,
contare ossessivamente le calorie o digiunare) con l'obiettivo di
"purificarsi" o perdere peso rapidamente.
- L'impatto
psicologico: questa fase è alimentata dal perfezionismo e dalla
sensazione temporanea di potere e virtù. L'individuo si
sente in controllo e "bravo".
Fase 2: L'aumento del desiderio e la fame biologica
La restrizione prolungata non è sostenibile, né dal punto di vista
mentale né biologico. Il corpo e la mente iniziano a ribellarsi:
- Fame biologica: la
carenza di calorie e nutrienti essenziali innesca potenti meccanismi di
sopravvivenza. I livelli dell'ormone della fame (grelina)
aumentano, mentre gli ormoni della sazietà diminuiscono, spingendo il
corpo a cercare energia.
- Fame psicologica
(voglie): la mente si ossessiona con i cibi "proibiti".
Più un cibo viene etichettato come vietato, più diventa desiderabile
(l'effetto del "frutto proibito"). La forza di volontà è una
risorsa limitata che inevitabilmente si esaurisce.
Fase 3: L'abbuffata (Binge Eating)
A causa della fame fisica e della pressione psicologica accumulata, la resistenza crolla. L'abbuffata è un episodio in cui si consuma una quantità di cibo significativamente grande in un breve periodo di tempo, accompagnata dalla sensazione di perdita di controllo. L'abbuffata spesso serve come meccanismo di coping (gestione) per le emozioni negative (stress, ansia, tristezza) che la restrizione aveva mascherato. Il cibo fornisce un momentaneo sollievo o intorpidimento emotivo.
Fase 4: La colpa, la vergogna e il proposito di restrizione
Subito dopo l'abbuffata, subentra un’ondata di emozioni negative: senso
di colpa paralizzante, vergogna intensa e autocritica. Questo disagio porta
alla convinzione che l'unico modo per "rimediare" al fallimento
sia tornare alla Fase 1 con una restrizione ancora più severa,
chiudendo il ciclo.
Come spezzare il circolo vizioso
Spezzare questo ciclo richiede uno spostamento radicale dalla mentalità
basata sulla dieta a un approccio di alimentazione intuitiva e
consapevolezza emotiva. Non si tratta di controllo sul cibo, ma di fiducia
nel corpo.
1. Abbandonare la restrizione fisica
La mossa più cruciale è rimuovere la causa scatenante: la
restrizione.
- Normalizzazione
dei pasti: mangia pasti e spuntini regolari e nutrienti durante
il giorno. L'obiettivo è mantenere i livelli di zucchero nel sangue
stabili e prevenire la fame estrema che rende inevitabile l'abbuffata.
- Includi i
"cibi proibiti": introdurre gradualmente e con
moderazione tutti i cibi che erano stati vietati. Quando un cibo non è più
"speciale" o vietato, perde il suo potere ossessivo. Questo
processo elimina la dicotomia "buono/cattivo" associata al cibo.
2. Sviluppare la consapevolezza emotiva
Imparare a distinguere la fame fisica da quella emotiva è fondamentale.
- Identifica lo scatenante: prima di mangiare, fai una pausa di cinque minuti e
chiediti: Sto mangiando perché ho lo stomaco vuoto, o sto
mangiando per un'emozione (noia, rabbia, stress)?
- Trova alternative emotive: se la fame è emotiva, sviluppa un "menu di
coping" che non includa il cibo. Esempi: fare un respiro profondo,
scrivere un diario, chiamare un amico, ascoltare musica o fare stretching.
3. Coltivare l'autocompassione
Il senso di colpa e la vergogna sono il carburante che mantiene il
ciclo in funzione.
- Tratta te stesso
con gentilezza: se si verifica un'abbuffata, non farti prendere
dal panico né punirti con la restrizione. Riconosci che è stata una
reazione prevedibile alla restrizione e riparti normalmente dal
pasto successivo.
- Neutralizza il
cibo: ricorda che il cibo non ha un valore morale. Un pasto non
ti rende una persona di successo o un fallimento.
Spezzare il ciclo di restrizione e abbuffata è un processo che richiede
tempo e pazienza. Non è un fallimento morale; è una risposta biologica
e psicologica naturale a regole alimentari non naturali. Lavorando
sulla fiducia, sulla regolarità e sull'ascolto del proprio corpo, si può
raggiungere la pace e la libertà alimentare.

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