Ottenere un
"buon rapporto" con il cibo significa spostare il focus dalle rigide
regole e dalla colpa, verso l'ascolto del corpo, la consapevolezza
emotiva e la gentilezza verso sé stessi. È un viaggio psicologico
prima ancora che nutrizionale.
1. Dimentica
la "dieting mentality" (la mentalità dietetica)
La prima cosa
da fare per costruire una relazione sana con il cibo è abbandonare la
mentalità dietetica. Questa mentalità è caratterizzata da:
- Regole rigide: cibi "buoni" vs. cibi
"cattivi".
- Senso di colpa: punirsi dopo aver mangiato un
alimento "vietato".
- Restrizione: vivere in uno stato costante di
privazione.
Questa
mentalità innesca spesso un ciclo vizioso di restrizione, binge eating
(abbuffata) e senso di colpa, che sabota non solo i tuoi obiettivi di
benessere, ma anche la tua serenità psicologica.
Il
cambiamento psicologico: Sostituisci la restrizione con l'inclusione.
Invece di concentrarti su ciò che non puoi mangiare, concentrati
sull'aggiungere alimenti nutrienti e sulla flessibilità.
2. Pratica
l'alimentazione consapevole (mindful eating)
L'alimentazione
consapevole è una delle pietre angolari di un rapporto sano con il cibo.
Significa prestare piena attenzione all'esperienza del mangiare, senza
giudizio.
- Ascolta i segnali del corpo: chiediti: "Ho veramente
fame?" Impara a riconoscere la fame fisica (un brontolio nello
stomaco, mancanza di energia) dalla fame emotiva (una voglia improvvisa,
noia, stress).
- Coinvolgi i sensi: osserva il colore, senti il
profumo, mastica lentamente per percepire la consistenza e il sapore.
Questo non solo migliora la digestione, ma ti permette di sentirti più soddisfatto
con meno quantità.
- Rallenta: evita di mangiare davanti alla TV o al
computer. Dedica quel tempo esclusivamente al pasto. Metti giù la
forchetta tra un boccone e l'altro.
3. Separa il
cibo dalle emozioni
Spesso, il cibo
diventa un meccanismo di coping (adattamento) per gestire emozioni
scomode come stress, noia, tristezza o ansia.
Strategie
per l'alimentazione emotiva:
- Mappa le emozioni: prima di prendere da mangiare,
fermati e fai un check-in emotivo. Chiediti: "Cosa sto veramente
provando in questo momento?"
- Trova alternative non-alimentari: sviluppa un
"kit di pronto soccorso" per le emozioni. Se sei stressato, fai
una passeggiata. Se sei annoiato, chiama un amico o leggi. Allena il tuo
cervello a non associare il cibo alla risoluzione di problemi emotivi.
- Accetta l'imperfezione: non c'è un'unica
"ultima cena" per rovinare tutto. Se hai ceduto alla fame
emotiva, non c'è bisogno di colpevolizzarti o di "mangiare
tutto". Riconosci l'emozione, impara da essa e riparti dal pasto
successivo con gentilezza.
4. Riscopri
il piacere senza colpa
Un rapporto
sano con il cibo include il piacere. Quando demonizziamo alcuni
alimenti, ne aumentiamo il desiderio ossessivo (l'effetto del "frutto
proibito").
- Includi, non escludere: permettiti di godere
occasionalmente e consapevolmente dei tuoi cibi preferiti. Se sai che puoi
mangiare un pezzo di torta quando lo desideri veramente, quel pezzo
perde il suo potere di controllo.
- Soddisfazione e moderazione: mangiare in modo
soddisfacente è la chiave della moderazione. Se mangi ciò che desideri, in
un ambiente rilassato, è molto più facile fermarsi quando si è sazi.
- Il concetto di neutro: smetti di etichettare il
cibo come "buono" o "cattivo". Il cibo è neutro.
Ha proprietà nutrizionali diverse, ma non ha un valore morale. Tu non sei
"cattivo" per aver mangiato un biscotto.
La
gentilezza è la migliore dieta
Costruire un
buon rapporto con il cibo è un atto di autocompassione. Richiede tempo,
pazienza e la volontà di ascoltare il tuo corpo al di sopra di qualsiasi regola
esterna.
Ricorda:
- Sei un essere umano, non una macchina per
contare calorie.
- Il tuo corpo è un tuo alleato, non il tuo
nemico.
- La pace con il cibo è un obiettivo molto più
appagante della perfezione.
Inizia oggi a
fare un passo verso l'alimentazione intuitiva, dove la tua bussola
interna (fame, sazietà, desiderio) è la guida più affidabile.
Prova questo
semplice esercizio: al tuo prossimo pasto, prenditi un minuto per chiudere gli
occhi e chiederti: "Quanto sono sazio su una scala da 1 (fame estrema)
a 10 (pienezza estrema)?". Inizia semplicemente a notare.

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